Adolescenti: diamo loro il permesso di bere?

16 anni l’età della “locchisia” la chiamava mia nonna, ossia l’età in cui ti comporti come se non avessi un cervello, l’età in cui ti metti alla prova con te stesso e con i coetanei, l’età in cui anche i più bravi della classe scalpitano per compiere azioni fuori dall’ordinario, che facciano tremare i genitori per sottolineare quell’onnipotenza che solo i giovani sentono.

Comportamenti tipici degli adolescenti

L’adolescenza è quell’età tra i 13 e i 18 anni che scandisce gli anni di transizione tra l’infanzia e l’età adulta in cui possiamo osservare vari fenomeni alquanto bizzarri: la nostra bambina che passava ore a fare i compiti ora trascorre le stesse ore a decidere cosa mettere per andare a scuola, il nostro bambino non esce più dal bagno, telefonate fitte fitte tra le amiche del cuore, porte chiuse, musi lunghi, una fusione con il cellulare, risposte date ai genitori con la stessa supponenza che utilizza un re con i suoi servi. E i genitori sospirano e pazientano, a volte pregano perché sanno che sarà un periodo lungo, che dovranno sopportare ben altro, ma alla fine arriverà l’età adulta e ritroveranno i loro figli quelli che “papà come sei forte” o dei “mamma quanto sei bella”. A volte aspettano invano, ma questa è un’altra storia…

Alcol, droghe e difficile gestione dei giovani

Adolescenti e la trasgressione

Le domande dei genitori

Spesso però capita che questo periodo venga interrotto da tragedie, spesso mancate per fortuna, ma sono sempre tragedie perché permettono al genitore di chiedersi “ma dove ho sbagliato? Ho fatto bene a chiudere un occhio quando è tornato ubriaco la volta precedente? Ho visto il gesto solo come un atto di entrata nel mondo adulto, d'altronde l’ho fatto anch’io alla sua età… e se invece avesse un problema? O avrei dovuto vietarglielo e basta? Se fossi stato più duro lo avrebbe fatto lo stesso magari di nascosto e avrei anche rischiato di non venirne mai al corrente?”

Come gestire gli adolescenti

Mi sto riferendo a tutte quelle situazioni in cui qualche adolescente beve troppo, utilizza sostanze, compie atti fuori dall’ordinario. Come ho detto prima, l’adolescenza è un periodo di transizione: è necessario che il giovane si stacchi dalla propria famiglia, metta in discussione regole e modi di vivere degli adulti e si avvicini sempre di più al gruppo di pari per iniziare quel lungo cammino, l’età adulta, con le proprie gambe. Quindi il genitore che si trova ad affrontare le prime sbornie cosa deve fare? Lasciar correre o mettere regole? Direi la seconda. Se il ruolo dei giovani è quello di trasgredire quello degli adulti è quello di insegnare. Questo non vuol dire essere rigidi e intolleranti a qualsiasi comportamento che noi adulti non metteremmo in atto, ma vuol dire dare ai nostri ragazzi la libertà di essere responsabili. Solo facendo capire a loro le conseguenze dei comportamenti, lascandoli liberi di scegliere se e quando seguire il gruppo, sbagliare e rimediare…solo in questo modo cresceranno e diverranno adulti. Le tragedie? Quelle non possiamo prevederle purtroppo è solo sfortuna e questa non possiamo controllarla.

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