Veganuary: come t’ispiro a cambiare menù

Dott.ssa Cinzia Colombi biologa-nutrizionista di MindFeed

Amo pensare che nella vita ci sia sempre qualcosa di nuovo che prima non avevo considerato, valutato, capito e che questo qualcosa improvvisamente mi sia chiaro e mi apra un mondo di altre possibilità altrettanto nuove e sorprendenti. Condivido l’idea che la frase “abbiamo sempre fatto così” sia una delle più pericolose e ottuse che la mente umana abbia partorito perché prevede una sola strada, quella da sempre percorsa, indipendentemente da dove ci sta portando. Fortunatamente nella storia c’è sempre stato e sempre ci sarà qualcuno che disegna nuovi percorsi, che inizialmente pochi ma poi molti seguiranno. Un esempio dei nostri giorni è Greta Thunberg che con la determinazione dei suoi 16 anni sta mostrando al mondo che la strada vecchia non sempre è quella sicura. La stessa aria di cambiamento ce la sta facendo respirare “Veganuary”, un' organizzazione no – profit nata in Gran Bretagna nel 2014 (https://uk.veganuary.com/about), ed ora approdata anche in Italia (https://www.facebook.com/events/1218611231678566/).

Veganuary, ad oggi, ha ispirato circa mezzo milione di persone e coinvolto 190 Nazioni facondo una proposta molto semplice: prova a seguire un’alimentazione vegan per un mese e poi valuta se fa per te oppure no. A me sembra ragionevole. Iscrivendosi al sito si accede ad un menù, uno per ciascuno dei 31 giorni del mese di gennaio (ma tranquilli, in realtà potete iniziare il vostro “mese di prova” in qualunque momento vogliate), che da la possibilità sia di provare ricette nuove, che di capire che un vegano non mangia solo verdura e soprattutto non è votato al martirio culinario.

Come nutrizionista preparo giornalmente diete onnivore, ma talvolta anche diete vegan a chi invece ha abbracciato questo stile di vita. La dieta vegana non è privativa (certamente viene tolta carne/pesce/uova/latte ma non proteine, vitamine, minerali), e non provoca carenze nutrizionali se fatta in modo responsabile. Spesso sento parlare di mancanze gravissime legate alla dieta vegan, una tra queste è la carenza di vitamina B12, contenuta prevalentemente negli alimenti di origine animale. Molti però non sanno che la vitamina B12, per essere assimilata dal nostro organismo, necessita di un Fattore Intrinseco al quale legarsi. Questo “traghettatore” viene però liberato a livello gastrico solo quando, in fase digestiva, viene raggiunto un livello di pH particolarmente acido. Adesso concentratevi e pensate a quante persone conoscete, o forse voi stessi rientrate in questo “club”, che giornalmente prendono antiacidi per contrastare bruciore di stomaco e reflusso gastroesofageo…tanti vero? Beh, tutte queste persone probabilmente hanno la stessa carenza di vitamina B12 di un vegano e neppure lo sanno!

Inoltre, pensate veramente che i pesci siano in grado di produrre omega3? Se sì, devo darvi una brutta notizia: non lo possono fare esattamente come non possiamo farlo noi! I loro omega3 li assumono attraverso le alghe di cui si nutrono e se non le possono mangiare, perché cresciuti in vasche di allevamento, non ne saranno ricchi. Il ferro contenuto nei vegetali non è biodisponibile? Vero, ma basta sapere a cosa associarlo e “magicamente” diventa assimilabile dal nostro organismo. Sono tanti gli esempi di “luoghi comuni” senza fondamento, ma per il momento voglio solo sperare di aver aperto nella vostra mente una piccola breccia dalla quale intravedere la luce della novità e del cambiamento!https://www.facebook.com/menscorporesanis/

Questo sito utilizza i cookie per fornire la migliore esperienza di navigazione possibile, cliccando su "Accetto" permetti il loro utilizzo.<br/>Consulta la <a href="/cookie-policy">Cookie Policy</a> per avere maggiori informazioni. -- Informativa Privacy completa --

Questo sito utilizza i cookie per fornire la migliore esperienza di navigazione possibile. Continuando a utilizzare questo sito senza modificare le impostazioni dei cookie o cliccando su "Accetta" permetti il loro utilizzo.

Chiudi